Dopo giorni in cui si sbraitava sul disegno delle schede elettorali, dopo che era stato tirato per i capelli (o si diceva per la giacchetta?) anche Napolitano, dopo che il ministro dell’Interno Amato aveva sostenuto che si era attenuto a quanto previsto dalla Legge, mi sono chiesto: ma cosa dice esattamente la Legge?
Speravo che ne parlassero i giornali ma non ho trovato una riga e quindi sono andato a cercarmela.
Viste le polemiche mi aspettavo prescrizioni generiche che lasciassero spazio alla discrezione. E invece no.
Ci sono una serie di indicazioni talmente dettagliate che raramente si trovano nelle norme italiane e che, a questo punto, rendono ancora più sorprendenti le proteste delle destra.
Anche perché il testo del decreto-legge 8 marzo 2006, n. 75 convertito con la legge n. 121 del 20 marzo 2006 porta in calce le firme del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu (Forza Italia) e del Ministro della Giustizia Roberto Castelli (Lega Nord).
Vediamole queste indicazioni:
- I contrassegni delle liste e delle coalizioni vanno messi sulle schede in orizzontale secondo l'ordine risultante dai sorteggi;
- In ogni scheda vi possono essere al massimo 4 righe contenente i simboli;
- Sulle schede i contrassegni delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione sono riprodotti di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all'altro, su un'unica riga, all’interno di un più ampio riquadro;
- Solo quando una coalizione ha almeno 5 liste ha diritto ad avere una riga intera dedicata;
- Il numero massimo di simboli su ogni riga è 10. Tale numero può essere aumentato se una coalizione è composta da più di 10 liste;
Alla legge c’è allegata una tabella contenente il facsimile della scheda. La riporto qui sotto e sotto riporto il facsimile della scheda per le elezioni al Senato che verrà usato domenica e lunedì.
In conclusione: ma di cosa stiamo discutendo????